Catania: una città inaccessibile ai disabili. Allontaniamo turisti e ricchezza

(La Sicilia, Giovedì 20 Ottobre 2011, Catania)

Pinella Leocata



Recenti studi di settore dicono che sono oltre 3 milioni i turisti con disabilità che vorrebbero visitare la Sicilia, e la nostra città, se soltanto ci fossero le condizioni adatte per farlo. E per «condizioni» s’intende innanzitutto l’informazione. Ognuno di noi, prima d’intraprendere un viaggio, vuole conoscere quali servizi offrono le strutture dei luoghi che intende visitare, ma per i disabili questa conoscenza è una precondizione indispensabile. Hanno bisogno di sapere se e come si possono muovere in città, se gli alberghi e i ristoranti sono attrezzati, se i monumenti e i musei sono accessibili. E se non hanno notizie cambiano meta, per non rovinarsi la vacanza.


Le grandi capitali europee come Londra, Parigi e Barcellona hanno siti internet che forniscono tutta questa serie di informazioni per i disabili, compreso quali sono le fermate del metrò più accessibili. Anche al Nord ci si muove in questa direzione basti pensare che sulle Alpi sono previsti, e pubblicizzati, persino corsi di sci per non vendenti, ma da Roma in giù c’è il vuoto. Nessuna guida cartacea per diversamente abili, nessun sito internet pubblico da interrogare per sapere se e come muoversi. E, del resto, l’«Osservatorio nazionale spesa pubblica e turismo sostenibile» rileva come su 110 Comuni italiani, quelli siciliani, con l’eccezione di Palermo (10°), si trovano in basso nella classifica dell’accessibilità per i disabili e Catania si colloca al 98° posto, buon ultima dopo Messina (93°), Ragusa (84°), Siracusa (83°), Enna (78°), Agrigento (70°), Caltanissetta (60°) e Trapani (54°).
Eppure quello del turismo per diversamente abili è un settore di «nicchia» potenzialmente ricchissimo perché la «disabilità» viene considerata in senso ampio, dalla difficoltà di camminare, ai problemi alla vista e all’udito, fino a quelli alimentari, a partire da allergie e intolleranze. Per non parlare dei pazienti psichiatrici che, come denunciano le associazioni dei familiari, vengono trattati come reietti e, dunque, di fatto, allontanati. Escludendo gli anziani, ed è un numero destinato a crescere in modo esponenziale, viene considerato «disabile» addirittura il 14-15° della popolazione dell’Europa Occidentale, circa 50 milioni di persone, il 72% dei quali – 36 milioni – mostra una propensione a viaggiare. E, poiché abitualmente viaggiano con accompagnatori, questo numero va ulteriormente incrementato. Un mercato rilevante che la Sicilia e Catania non fa nulla per conquistare.


Ad affrontare questi problemi è volto il convegno regionale che si tiene domani, a partire dalle 9 e per tutto il pomeriggio, nella facoltà di Economia, Aula 6, in Corso Italia 55. «Sicilia Accessibile. L’offerta turistica per i diversamente abili. Occasione di sviluppo economico e di integrazione sociale» è il tema dell’incontro promosso dalla Fondazione Giovanni Amato onlus in collaborazione con il dipartimento di Economia e metodi quantitativi, l’Anci Sicilia e l’associazione «Valori in corso». Un incontro – spiega il dott. Fiorentino Trojano della segreteria scientifica – volto ad aprire nuovi spazi all’accoglienza, a Catania e nell’isola, a partire dalla proposta di costituire siti internet pubblici che diano informazioni sull’accessibilità di luoghi e monumenti.
La Fondazione Amato, nel proprio sito sul turismo accessibile (www.fondazioneamato.it), ha già cominciato a «schedare» alcuni spazi e beni dando una propria valutazione di immediata lettura (verde= accessibile, giallo= parzialmente accessibile, rosso=non accessibile) corredata da una leggenda che descrive ogni sito indicando cosa c’è e cosa manca, in modo che ogni persona possa valutare, in base al proprio disagio, se risponde o meno alle proprie necessità. La fondazione avanzerà alcune proposte: aumentare l’informazione sull’accessibilità dei siti, renderli effettivamente più accessibili, e costruire percorsi turistici specifici. L’Anci Sicilia, l’associazione dei comuni italiani, si è già detta pronta a sottoscrivere un protocollo d’intesa che formalizzi la collaborazione con la Fondazione Amato per elaborare la mappa dei siti e per intraprendere molte altre iniziative.


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